Bosco di Museis

Agricomuniutà Educativo-Assistenziale per Adolescenti

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CENNI STORICI E STRUTTURA Abbiamo sede a Cercivento nell’area di un ex vivaio forestale abbandonato alla fine degli anni ’70 (distinto dai civici 5/31 di via Musers). Questo si trova all’interno di un antico bosco - detto di “Museis” - che resta defilato rispetto al centro abitato e di pregevoli caratteristiche naturalistiche, attraversato dalla pista ciclabile che dal lago di Cavazzo sale a Treppo Carnico (Udine). Oggi è di fatto una frazione di Cercivento dove, oltre ai fabbricati residenziali, si trovano parecchi edifici ad uso di varie attività, fintanto una piccola cappella. L’azienda agricola nasce più di 30 anni fa e si specializza nell’allevamento delle api, attività di famiglia tra le più antiche d’Europa (300 anni) ed una delle principali del Nord Italia. Negli anni assume una veste multifunzionale, come suggerito dalla comunità Europea per resistere alle perdite di reddito del comparto agricolo, intraprendendo varie attività connesse: prima un ramo commerciale (con laboratorio ad Arta Terme), poi un agriturismo - che oggi conta molti posti letto; ancora una delle prime fattorie didattiche della Regione e infine una fattoria sociale dagli inizi del 2012. Nel tempo ci siamo organizzati con attrezzatura di ogni tipo, dall’impianto audio-video per la sala incontri e didattica, strumentazione per cinema all’aperto e teatro, alle macchine operatrici, carrello elevatore, trattori e annessi, e tutta l’attrezzatura che ci rende completamente indipendenti. Produciamo l’energia elettrica da soli con due impianti fotovoltaici, una turbina eolica ed un mini idroelettrico. Idem per l’acqua calda attraverso il solare termico e il riscaldamento garantito dall’uso delle biomasse raccolte nei boschi in uso all’azienda. Pratichiamo il riciclo totale dei rifiuti. Abbiamo una consistente produzione alimentare che punta all’autarchia: orto, frutteto, coltivazioni varie (tutto biologico), ampio allevamento di animali da cortile. La comunità coincide con una grande fattoria dove alleviamo ungulati selvatici, asini, pony, cavalli, capre, che offrono agli ospiti il contesto rurale che ripristina i contatti primordiali con la natura. Tutto questo necessità di un grande sforzo umano ma che si rivela una risorsa per le persone in difficoltà in quanto permette loro di relazionare con chi non giudica, non discrimina ed esprime sempre la propria soddisfazione. Dopo un processo di maturazione e attenzione al sociale che si è sviluppato attraverso l’agricoltura sociale quale strumento di integrazione e di inclusione, abbiamo deciso di dar vita ad una nuova sperimentazione rivolta agli adolescenti. Pertanto proponiamo un nuovo modello di comunità che definiamo “agricomunità”, teso a valorizzare da un lato l’aspetto ambientale come contesto riabilitativo e dall’altro l’esperienza inclusiva maturata in questi anni con gli interventi in campo sociale. CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA E DEL SERVIZIO Considerato che la risposta alla fascia adolescenziale nella nostra regione risulta essere la più carente e che proprio in questo campo sono necessarie risposte adeguate allo sviluppo di processi di maturazione e consapevolezza di sé, abbiamo ritenuto di individuare la fascia di età 13-18 come la più idonea per la nostra proposta. Tuttavia, valutato che spesso è necessario estendere per almeno altri tre anni il processo di accompagnamento delle persone al fine di orientarle in termini lavorativi e di piena inclusione sociale, proponiamo una ulteriore modularità riservata alla fascia 19-21. In che senso l’agricomunità da noi proposta risponderebbe ai bisogni degli adolescenti affidati? La nostra è una struttura completamente diversa dalle tradizionali case d’accoglienza per ragazzi e ragazze dove il progetto educativo è basato essenzialmente sulla relazione educatore-adolescente. Qui infatti l’incontro è mediato dal contesto ambientale che diventa parte terapeutica del progetto. Crediamo nella capacità assorbente, rieducativa, rigenerativa della natura dove ciascun essere umano, ancor più un/a giovane, ritrova se stesso, le sue origini antropologiche e quindi spirituali. In questo progetto educativo convergono pertanto sia le riflessioni che in questi ultimi anni si sono sviluppate attorno all’agricoltura sociale, sia il pensiero di autori quali Gregory Beatson, Fritjof Capra e il movimento dell’ecopsicologia e della psicologia ambientale, che hanno posto al centro dei percorsi rieducativi/riabilitativi il contatto con l’ambiente naturale come contesto relazionale fondamentale. Pertanto il nostro progetto educativo tiene in forte considerazione l’interazione uomo-animale-ambiente come condizione di salute e premessa indispensabile per qualsiasi approccio educativo. Infatti il contesto assume non un valore semplicemente estetico, ma è elemento indispensabile per la costruzione della relazione che parte dalla dimensione puramente percettiva per estendersi a quella cognitiva ed emotiva. Il contesto rurale nel quale la comunità è inserita si presta ad offrire una pluralità di opportunità lavorative anche in considerazione del fatto che a Museis opera un’azienda multifunzionale che si caratterizza per una diversificazione delle offerte entro le quali ciascun soggetto può trovare una proposta adeguata alla sua propensione. Quindi il progetto educativo si articolerà da una parte nella strutturazione di un vero e proprio curriculum prosociale che valorizza la dimensione naturale come contesto idoneo alla scoperta dell’alterità, dall’altro sull’acquisizione dei prerequisiti necessari all’attività lavorativa. Considerando inoltre che l’azienda agricola ha al suo interno un agriturismo (ecovillaggio) frequentato annualmente da centinaia di persone di varie nazionalità, ciò costituisce una ulteriore opportunità relazionale sia a livello di socializzazione che di effettiva utilità nelle azioni lavorative connesse alla sua gestione. La comunità di accoglienza socio assistenziale educativa denominata “Bosco di Museis” si configura come un vero e proprio piccolo borgo rurale composto da 8 chalet, 5 dei quali destinati agli ospiti. Gli stessi presentano caratteristiche tali da richiamare un contesto assolutamente familiare con spazi che possono essere facilmente personalizzati dagli ospiti in continuità con il loro precedente ambiente di vita. Ciascuno chalet, strutturato ed arredato in conformità agli standard di igiene e sicurezza, si sviluppa su due piani: il pianoterra è dotato di servizi autonomi, soggiorno con telefono (eventualmente abilitabile/disabilitabile verso l’esterno), tv e cucina attrezzata, che potrà essere utilizzata in base ai progetti personalizzati per lo sviluppo delle autonomie nella gestione dell’attività domestica. Tuttavia è previsto anche uno spazio collettivo per la ristorazione che risponde ai bisogni di convivialità e di condivisione degli ospiti. Al piano superiore è presente la zona notte, munita di due stanze separate con due/tre posti letti ciascuna. Vista l’ampiezza delle strutture presenti esiste la possibilità di individuare spazi idonei ai colloqui e alle visite dei famigliari degli ospiti. Gli chalet sono adiacenti alla residenza del Responsabile della struttura che pertanto potrà esercitare un’azione di vigilanza diretta, potendo intervenire, in caso di necessità, anche nelle ore notturne. È altresì predisposto un impianto di videosorveglianza e chiamata in ogni camera al fine di consentire un costante monitoraggio e intervento al bisogno. Per quanto riguarda gli spazi esterni, questi sono distinguibili in aree dedicate all’attività lavorativa presso i quali gli ospiti potranno svolgere attività di tutoraggio di mestiere: (falegnameria, condizionamento dei prodotti dell’alveare, manutenzione materiale apistico, orticoltura all’aperto e in serra, lavori di giardinaggio e in bosco, manutenzione dei mezzi e delle attrezzature agricole, ecc.) e spazi dedicati all’attività ricreativa e di socializzazione (auditorium, pista ciclabile, percorso storico e naturalistico, spettacoli di teatro, cinema all’aperto, campo di calcetto, pallavolo, ping pong, calcetto da tavolo, pianoforte e sala musica, ecc.). Inoltre l’agricomunità Bosco di Museis ha la possibilità di utilizzare l’ampio auditorium ubicato accanto agli chalet per momenti di convivialità o eventi connessi all’attività educativa. Esiste inoltre uno spazio dedicato alla spiritualità e alla fede (cappella privata ottagonale affrescata con i temi di Matteo 25, dedicata ai grandi simboli del cristianesimo: Sacro Graal, Sangue di Cristo, Sacro cuore di Gesù, spazio aconfessionale). SERVIZI OFFERTI AI RAGAZZI Possiamo ospitare 25 minori (eccezionalmente + 6; Cir. Min. Int. n. 8855/2014) suddivisi fra maschi e femmine in età adolescenziale assistiti da un’équipe di personale qualificato in rapporto 1:10. La comunità opera sulle 24 ore, 7 su 7, 365 giorni all’anno. I percorsi formativi che verranno di seguito elencati sono derivati dalle scelte operate nell’ambito del progetto educativo di comunità. Ciascuna delle proposte sarà declinata, in accordo con i servizi invianti, nel PEI (Progetto Educativo Personalizzato) che verrà steso a seguito del periodo di osservazione. Percorsi proposti: percorsi abilitativi/riabilitativi finalizzati alla valorizzazione delle capacità e potenzialità dei ragazzi attraverso l’esperienza del “fare”, realizzando tutte le fasi o parte di esse della filiera produttiva (produzione, conservazione e distribuzione) dei prodotti agricoli coltivati e l’attività di cura e gestione degli animali; percorsi educativi e didattici di ogni genere, per la formazione, l'aggiornamento e la riqualificazione professionale degli adolescenti; percorsi di integrazione/partecipazione sociale attraverso la messa in gioco delle competenze relazionali individuali in un contesto di gruppo, al fine di favorire l’espressione del sé, il riconoscimento dell’altro nella condivisione di iniziative didattiche, ricreative e culturali; percorsi valutativi e di orientamento finalizzati a promuovere eventuali inserimenti lavorativi (borse lavoro, tirocini lavorativi) nel territorio di appartenenza; percorsi di promozione di azioni rivolte allo sviluppo della cultura dell’accoglienza e della partecipazione alla vita di relazione e sociale, attraverso iniziative di sensibilizzazione, confronto, informazione/formazione per la comunità locale. Il Servizio prevede inoltre di offrire: giusta misura tra la fruizione di spazi privati ed intimi (chalet) e di spazi di vita comunitaria; il completamento dei cicli di studio sia obbligatori che facoltativi attraverso il reinserimento e recupero scolastico presso gli istituti del territorio, compresa la fornitura sia dei libri di testo che dei materiali didattici necessari, nonchè il sostegno di un’insegnante nei casi di necessità; la realizzazione di percorsi di formazione, riabilitazione e sostegno sociale e di eventuale avvio al lavoro dopo i 16 anni di età per quei ragazzi che non intendono, o non possono, proseguire gli studi; utilizzo del lavoro agricolo sia come forma occupazionale che di realizzazione di sé; approccio con la musica, l’arte, il teatro, la cultura in genere grazie ad un decennale impegno in questi settori che vedono nella kermesse culturale “Cervelli in movimento” una delle rassegne più importanti della Regione che si svolge nei mesi di luglio e agosto proprio presso di noi (vedi la sezione “Eventi” del sito www.boscodimuseis.it); grazie alla formalizzata collaborazione con specialisti del settore si propongono delle attività complementari di tipo non verbale (educazione fisica, teatro sociale e non, yoga, arteterapia e biodanza) che hanno lo scopo di sviluppare delle sfere profonde dell’individuo e portare serenità e stimoli nuovi ai ragazzi, tenendo conto delle attitudini di ciascuno; acquisizione di competenze, che potranno essere utili anche per un futuro inserimento lavorativo, all’interno dell’azienda agricola e della fattoria (con le api, orto e frutteto, lavoro nel bosco e piccoli lavori di falegnameria, cura e gestione degli animali); ma anche cucina, gestione dell’agriturismo, ecc; un intervento sulle reti relazionali-familiari e, quando possibile, in vista di un eventuale reinserimento presso la famiglia d’origine sulla base delle indicazioni del Servizio competente; possibilità di svolgere attività ricreative e sportive grazie alla vicinanza alle strutture sportive della valle; l’accompagnamento ed il sostegno nella fase conclusiva di dimissioni e reinserimento, per quanto previsto nella programmazione condivisa con i servizi. DESTINATARI L’agri-comunità “Bosco di Museis”, aperta tutto l’anno, ospita minori di età compresa tra i 13 e i 18 anni con un’ulteriore modularità riservata alla fascia 19-21. Nello specifico i destinatari sono: Minori in carico ai Servizi Sociali/Ambiti Territoriali, provenienti da famiglie che vivono situazioni di disagio legate a varie difficoltà; Minori che vivono in situazioni di marginalità e devianza; Minori in situazioni di svantaggio, quando non si rilevi la necessità di assistenza sanitaria specifica; Minori sottoposti a provvedimenti giudiziari di carattere penale, in carico ai Servizi Sociali del Ministero della Giustizia. Minori stranieri non accompagnati dai 13 ai 19 anni, anche su collocazione d'urgenza, (vedi SIM del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). TIPOLOGIA DEL PERSONALE ADDETTO All’interno della struttura sono presenti le seguenti figure professionali: Responsabile di struttura: Renato Garibaldi, laureato in agraria, è il titolare dell’azienda e il suo ruolo è quello di responsabile tecnico-gestionale ed organizzativo dei vari servizi e delle attività complessive della struttura. Egli ha maturato negli anni una grande esperienza nell’accoglienza e gestione di persone che vivono importanti situazioni di disagio nei vari contesti (con minori, famiglie problematiche, disabilità, disagio sociale, dipendenze da sostanze e da gioco, criminalità) e nella relazione con i Servizi. Il suo ruolo va oltre a quello tradizionale di responsabile poiché ricopre un importante ruolo educativo e rappresenta un punto di riferimento per i nostri ospiti con la sua presenza paterna e costante legata, oltre che all’esperienza, anche al fatto che viva a Bosco di Museis ed abbia fatto della sua casa e della sua famiglia un AgriComunità. Coordinatore d’equipe: L’equipe è coordinata da una figura educativa o psicologica che assume la titolarità di ruolo sulla base di una comprovata esperienza con la fascia d’età adolescenziale che viene individuata dal Responsabile della Struttura. Il Coordinatore d’equipe svolge le seguenti funzioni: coordina il lavoro dell’equipe educatori in merito agli aspetti educativi e organizzativi della comunità; garantisce la coerenza tra l’azione educativa e quanto stabilito dal PEI; mantiene i contatti con la scuola e gli altri servizi educativi del territorio con cui il minore entra in contatto; monitora l’offerta educativa del territorio; coordina la presenza dei volontari che prendono parte attiva della vita di comunità e dell’ eventuale personale che svolge servizio civile; Svolge funzione di tutor di Struttura per i tirocinanti; monitora la qualità del servizio e dei processi educativi sulla base degli indicatori di progetto; si interfaccia con i Servizi invianti e con i Servizi Territoriali di riferimento; cura gli aspetti legati alla salute delle persone ospiti: aspetti nutrizionali e sanitari usufruendo della collaborazione esterna di altri specialisti Educatori: sono degli educatori professionali con formazione universitaria o educatori con titolo equipollente (scienze della formazione, psicologia ecc.), che indirizzati dalle linee guida degli operatori dei Servizi referenti dei casi, insieme al Responsabile, si occupano quotidianamente dei ragazzi sotto tutti i punti di vista: accoglienza in struttura; guida al ragazzo nella conoscenza della nostra realtà in tutte le sue dimensioni; predisposizione e gestione dei PEI (Progetto Educativo Individualizzato); selezione e gestione dei rapporti con tutte le realtà e figure da coinvolgere ed attivare, per la realizzazione del PEI; progettazione e gestione dei percorsi educativi; predisposizione e gestione degli strumenti di valutazione dei percorsi educativi; sostegno nell’attività di studio; gestione nei rapporti con gli istituti scolastici; mantenimento, gestione e mediazione dei rapporti con le famiglie in base alle disposizioni del Tribunale, dei Servizi e delle necessità; facilitazione e guida nell’acquisizione di competenze pratiche e lavorative sia all’interno del nostro contesto (azienda agricola, agriturismo, fattoria didattica e sociale) che di eventuali aziende esterne accompagnando il percorso del coordinatore di fattoria nella gestione dei ragazzi nei progetti di inserimento lavorativo e nelle attività pratiche. L’équipe educativa è composta dal coordinatore, dagli educatori e vi prende parte, se necessario, anche il responsabile della Struttura. Ha il compito di monitorare il progetto educativo della comunità, di stendere la programmazione settimanale, di elaborare il PEI rispetto al quale sarà attribuita responsabilità ai singoli operatori. Si incontra settimanalmente con l’obiettivo di analizzare le eventuali criticità emerse, aggiornare i profili evolutivi delle persone ospiti e individuare le azioni correttive rispetto a quanto indicato nei progetti personalizzati. Durante gli incontri settimanali verranno analizzati anche i rapporti con le famiglie di provenienza degli utenti e, laddove richiesto dai servizi, verranno programmate eventuali visite protette. L’equipe si incontra periodicamente con il Supervisore al fine di rileggere le modalità di intervento programmatorio, effettuare analisi di caso con particolare riferimento alle situazioni di criticità. Definisce inoltre, all’inizio dell’anno, il suo piano formativo sulla base delle specificità operative, maturate in diverse situazioni. Infine si impegna a proporre e sperimentare attività e offerte nuove, sempre in sinergia con la rete dei Servizi Sociali, Sanitari ed Educativi, collaborando con le famiglie, la comunità locale e le amministrazioni. Un supervisore: il supervisore riveste un ruolo specificatamente tecnico a sostegno dell’equipe degli operatori, che incontra periodicamente in uno spazio stabile e distaccato dalle attività quotidiane, per favorire l’instaurarsi di positive e proficue dinamiche di gruppo ed effettuare il monitoraggio dei lavori per eventualmente riformulare linee operative consapevoli ed efficaci. Addetto alla segreteria con funzioni di: supporto organizzativo al funzionamento della vita interna della struttura e nel collegamento con la realtà esterna dei minori; gestione degli ambiti informativi e amministrativi dei rapporti con i Comuni, Tribunale, ASL, Ambiti Territoriali; gestione della comunicazioni di ingresso/uscita, con gli Organi di Polizia, Tribunale, ASL e Servizi Sociali dei Comuni. Concorrono inoltre al raggiungimento degli obiettivi educativi e al buon funzionamento della comunità le seguenti figure: Un referente della fattoria che, su indicazione dello psicologo/a o degli educatori/educatrici, segue i ragazzi fuori dagli orari di studio per la realizzazione personale degli stessi nel complesso che li ospita, aiutandoli così a valorizzare le loro capacità e accompagnandoli personalmente nel ruolo più consono e soddisfacente per il loro progresso personale. Nel tempo libero infatti si promuovono sia conoscenze specifiche dell’ambiente alpino (fauna, flora, storia, geografia, tradizioni ecc.) che attività lavorative a sostegno della vita di comunità (animali da cortile, orto, frutteto, legname da brucio, ordine e pulizia, ecc.) L’insegnante (laureato) che si occupa della fattoria didattica segue i ragazzi nei rispettivi percorsi scolastici e li aiuta nello studio, negli approfondimenti dei temi e delle materie studiate, nelle lingue straniere, con particolare riguardo ai soggetti più deboli. Mediatore culturale: essendo la comunità aperta anche ai minori stranieri è garantita la presenza, laddove necessario, del mediatore culturale che opererà all’interno della struttura secondo un piano di intervento definito e condiviso con l’equipe educativa. Inoltre abbiamo altre figure professionali che si occupano della cucina, pulizie, lavanderia, stireria, in grado però di dirigere i ragazzi per una loro diretta collaborazione che li aiuti a rendersi autonomi in queste faccende quotidiane. MODALITA’ DI AMMISSIONE E DIMISSIONE AMMISSIONE L’accoglienza del minore, libera da qualsiasi forma di discriminazione di genere, religiosa, culturale ed etnica, segue il seguente processo: la richiesta di inserimento deve essere presentata in forma scritta alla nostra struttura esclusivamente da parte dei Servizi Sociali/Ambito di competenza; il Servizio inviante formula una prima presentazione del caso chiarendo gli obiettivi di inserimento e dando eventualmente lettura del Decreto del Tribunale sulla base del quale viene richiesta una struttura protetta; il Servizio inviante fornisce alla struttura i dati relativi al minore (dati anagrafici, descrizione sintetica del caso, condizioni socio-sanitarie ecc) che vengono raccolti in una apposita cartella, secondo la modulistica in adozione all’Agricomunità; la richiesta viene esaminata dal Coordinatore d’equipe della Agricomunità che fa una prima valutazione di compatibilità o meno con l’inserimento in struttura; segue una valutazione congiunta con i Servizi Sociali di riferimento per la definizione della fase osservativa, sia rispetto alla durata, sia rispetto agli obiettivi da privilegiare; nell’ambito dello stesso periodo osservativo vengono concordate le modalità di avvicinamento alla Struttura e le condizioni di contatto con la famiglia di provenienza; al momento dell’ingresso in Struttura il minore è accolto ed affidato al educatore referente di PEI affinché possa guidarlo e sostenerlo in questo delicato passaggio. La comunità offre anche un sevizio di pronta accoglienza per massimo due ragazzi/e, finalizzata a sostenere situazioni di temporanea emergenza o situazioni transitorie che richiedono specifici livelli di protezione. Resta inteso che la richiesta di emergenza sarà valutata dal responsabile di Struttura e dal coordinatore d’equipe al fine di garantire la compatibilità della richiesta con le condizioni di equilibrio relazionale della Comunità. All’atto dell’accoglienza verranno predisposti tutti gli strumenti programmatori idonei a sostenere il minore nel suo processo evolutivo. Il periodo di pronta accoglienza non potrà superare le quattro settimane al termine delle quali dovrà essere definito il percorso di stabilizzazione del minore, o presso l’attuale struttura o presso altre realtà individuate come più idonee. DIMISSIONI Le dimissioni si verificano per: compimento del 22° anno di età; raggiungimento degli obiettivi definiti nel PEI; rientro in famiglia o collocazione in altra struttura su disposizione dell’Ente inviante; incompatibilità di fattori comportamentali e motivazionali con le regole della struttura e/o il PEI; impossibilità della struttura di rispondere a nuovi bisogni del minore. La procedura di dimissioni dovuta a situazioni di incompatibilità ambientale o relazionale prevede: una segnalazione preliminare di almeno un mese; condivisioni con i Servizi invianti e con la famiglia di provenienza; convocazione dell’unità valutativa multi-disciplinare per la definizione delle soluzioni alternative; il passaggio di consegne alla nuova realtà di accoglienza o al nuovo contesto di vita. Le dimissioni avvengono comunque dopo aver individuato una collocazione abitativa e/o lavorativa stabile e precedute da un periodo di accompagnamento all’autonomia definito nel progetto. IL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO L’inserimento del minore all’interno della nostra struttura è volto all’attivazione di un intervento complesso e globale di prevenzione e gestione del disagio sociale, basato su ascolto, accoglienza e condivisione, attraverso la predisposizione di un Progetto Educativo Individualizzato (P.E.I.). Si tratta di uno strumento indispensabile poiché permette di individuare modalità ed obiettivi di lavoro a medio ed a lungo termine per la crescita personale del minore. Esso viene redatto dall’équipe in collaborazione con i Servizi Sociali di riferimento, dopo una prima fase di “osservazione”, della durata di 60 giorni, messa in atto dagli educatori e dal responsabile della struttura che avranno l’obiettivo di individuare e valutare le caratteristiche peculiari della persona (aree deficitarie, capacità, attitudini, temperamento, ecc). Le aree di intervento che possono essere prese in considerazione riguardano tutte le dimensioni di funzionamento (salute, emotività, autonomia e responsabilità, formazione e lavoro, relazioni, ecc.). Naturalmente l’obiettivo del P.E.I. è quello di definire le aree deficitarie e lavorare su di esse, considerando e rafforzando le potenzialità del soggetto: il tutto volto ad un completo sviluppo della persona. La stesura del PEI avviene attraverso un confronto all’interno dell’equipe educativa alla quale segue la stesura di un documento che si articola nel modo seguente: obiettivi; strumenti e modalità di intervento; tempi di realizzazione del progetto; soggetti e servizi coinvolti; verifiche periodiche. Viene individuato all’interno dell’equipe l’educatore responsabile del monitoraggio del PEI; pertanto ogni minore ospite avrà un educatore di riferimento. L’equipe educativa (vedi sopra) si indirizza ad ogni singolo minore in modo mirato (attività individuali e di gruppo) e procede valorizzando le sue abilità stabilite attraverso un colloquio conoscitivo (accompagnato ad alcuni test) che vede coinvolti lo stesso minore, la famiglia (ove questo sia possibile) ed i servizi, prima della presa in carico. Successivamente il minore, portando avanti le azioni stabilite nel progetto educativo, si sperimenterà con delle attività proposte all’interno della Struttura in collaborazione con i collaboratori della Fattoria Sociale, operatori esterni e volontari: in questo modo si ritiene di poter approfondire più dettagliatamente gli interessi e le attitudini di ogni singolo individuo presente all’interno della Comunità. VOLONTARIATO Il personale non in ruolo viene considerato molto importante nell’affiancamento degli ospiti, non certo sostitutivo ma integrativo al gruppo educatori. Si prevede pertanto una collaborazione con: tirocinanti universitari; volontariato nazionale e internazionale; personale in servizio civile; famiglie di supporto. In modo particolare, l’Agricomunità svilupperà un’azione di sensibilizzazione verso i giovani al fine di motivarli ad un’incontro esperienziale che oltre a maturare nuove consapevolezze permette uno scambio di esperienze che avvantaggerà non solo i minori ospiti, ma anche coloro che offrono volontariamente il loro servizio. Per il coinvolgimento di tali figure è prevista una specifica procedura di inserimento, una fase formativa e di accompagnamento e professionisti a cui possano fare riferimento. Per questo è incentivato il volontariato nazionale e soprattutto internazionale che usufruirà di una struttura residenziale messa a disposizione dal Responsabile di Struttura: la grande e storica casa di famiglia che si trova a Treppo Carnico a pochi minuti dalla Comunità in modo di renderli autonomi ma nel contempo presenti alla necessità. STRUMENTI VALUTATIVI E DOCUMENTATIVI Al fine di garantire un monitoraggio costante ed una valutazione puntuale degli obiettivi programmati l’Agricomunità articola diversi livelli valutativi: Valutazione del progetto educativo di comunità: viene effettuata in modo congiunto dall’equipe degli educatori alla presenza del responsabile della struttura con una scansione trimestrale. Al fine di favorire la consapevolezza circa gli obiettivi del progetto educativo, da parte degli ospiti, si avvierà un percorso di auto-valutazione per comparare i dati emersi in sede valutativa con il vissuto di coloro che abitano la comunità. Valutazione dei PEI: i progetti educativi personalizzati, dopo una prima stesura che avverrà al termine del percorso osservativo saranno oggetto di rivalutazione periodica trimestrale. Ciascun ospite condividerà con la figura educativa di riferimento il proprio progetto e la sua valutazione, ciò al fine di favorire processi di consapevolezza di sé. Ogni sei mesi, o qualora necessario, in tempi più ravvicinati, si effettuerà una valutazione sommativa con i Servizi invianti. Valutazione del sistema organizzativo-gestionale: verrà effettuato mensilmente attraverso un confronto con il Responsabile di struttura e con il Supervisore sulla base di indicatori di processo predefiniti. Valutazione dell’equipe degli educatori: sarà effettuata dal Supervisore designato sulla base di un programma di incontri che verrà calendarizzato annualmente. Valutazione del grado di soddisfacimento del servizio offerto: al fine di cogliere tutti gli spunti necessari a ri-orientare l’azione educativa, organizzativa e gestionale dell’Agricomunità saranno predisposti appositi questionari di gradimento dell’offerta educativa, di valutazione dell’impianto organizzativo e gestionale. Altresì verranno programmati momenti di confronto assembleare per la condivisione dei dati raccolti e il ri-orientamento dell’offerta. Per quanto riguarda la strumentazione, oltre alla predisposizione di un fascicolo personale (cartella psico-sociale) dei ragazzi/e ospiti, la comunità predisporrà una modulistica idonea a rappresentare in forma documentativa i risultati ottenuti sulla base dei documenti programmatori predisposti. RAPPORTI CON I SERVIZI TERRITORIALI, CON LE COMUNITA’ LOCALI, CON I FAMILIARI Pronti ad affrontare diverse situazioni e collaborando da molti anni con diversi servizi territoriali, crediamo utile coltivare ed implementare i rapporti di pianificazione, condivisione e di indirizzo con tutti: Dipartimento delle Dipendenze, Coordinamento Socio-Sanitario, Dipartimento di Salute Mentale, Servizi Sociali, UEPE. Crediamo nelle attività di partecipazione e promozione di iniziative comuni in quanto la gestione congiunta delle situazioni di particolare criticità passa attraverso la sinergia tra i diversi servizi spesso attraversati dal minore. Nella necessità di ricomporre i percorsi nei quali alle volte il minore si trova disperso, riteniamo importante definire alcuni protocolli collaborativi atti ad integrare i vari attori che concorrono al suo benessere. Trovandoci nel comune di Cercivento, ma all’interno di una più vasta area geografica (l’Alta Valle del But) che corrisponde anche ai comuni di Sutrio e Paluzza, crediamo nella necessità di collaborare con questi enti territoriali che possono offrire occasioni di incontro, svago, servizio, scuola, sport, ecc., indispensabili per la crescita dei ragazzi. L’attività di programmazione locale, definita attraverso i piani di zona, costituisce un momento importante di integrazione tra i vari attori del territorio. In modo particolare il piano attuativo annuale potrà rappresentare un’occasione importante per definire all’interno dell’area minori interventi di inclusione sociale e socio-lavorativa ad implementazione dell’attività programmatoria della comunità. In questo senso è importante sottolineare come da anni collaboriamo a vario titolo con gli enti comunali e le associazioni della Valle (Croce rossa, donatori di sangue, ANA, ecc.) per creare una rete virtuosa che produca buoni frutti per tutti. Riteniamo importante il collegamento con le parrocchie, con le associazioni di volontariato presenti e con gli altri sodalizi che promuovono arte, musica e quant’altro sia di progresso per i giovani. Come già precisato al capitolo 2 la comunità dispone di diversi spazi all’interno dei quali è possibile favorire diverse modalità di incontro con i familiari nonché, se necessario, visite protette. Pertanto, sulla base delle indicazioni che proverranno dai Servizi invianti e sulla base delle programmazioni personalizzate, sarà possibile predisporre il contesto di accoglienza più idoneo all’interazione con la famiglia di origine. Oltre a ciò l’agricomunità Bosco di Museis darà vita, in accordo con i Servizi, ad iniziative di condivisione con i familiari finalizzate a rappresentare i traguardi in termini di nuove competenze e nuove capacità relazionali raggiunti nel periodo di permanenza a Museis. SPIRITUALITA’ E ASSISTENZA RELIGIOSA La comunità garantisce il pieno rispetto degli orientamenti spirituali e religiosi degli ospiti e pertanto vi sarà la possibilità di proseguire la loro formazione religiosa qualora sussistano nel territorio limitrofo le corrispettive comunità di fede. Per coloro che appartengono alla comunità cristiana, il dottor Harry Della Pietra, parroco nella vallata, ha dato la sua disponibilità per un rapporto di collaborazione fatto di un sostegno periodico ai ragazzi e agli educatori. Inoltre sarà possibile partecipare nella stessa comunità alla celebrazione eucaristica presso la nostra cappella dedicata al Prezioso Sangue di Gesù. La nostra appartenenza e fedeltà al patrimonio cristiano non ci impedisce di accogliere e ascoltare altre sensibilità religiose: abbiamo anche allestito uno spazio aconfessionale per chi non ha il dono della fede. Decalogo per la buona convivenza comunitaria La salute - e quindi la sicurezza - è al primo posto. Usare il buonsenso per non arrecare danno a sé e agli altri. Chi non è autorizzato non può svolgere lavori impegnativi o/e usare macchine e attrezzi pericolosi. Rispetto assoluto nei rapporti personali, con gli altri ospiti, con i visitatori, con chicchessia. Non è permesso di alzare la voce, imprecare, offendere, bestemmiare. Non accettiamo discriminazioni di nessun tipo, tantomeno per la forma fisica, il colore della pelle, l’origine geografica, le abitudini sessuali o fede religiosa. E’ richiesta igiene e cura della persona. Per chi ha difficoltà di diverso genere il personale è a disposizione per superare le barriere e i pregiudizi. L’ordine è sinonimo di rispetto per gli altri e garanzia di sicurezza, oltre a risparmio di tempo e denaro. La gerarchia si struttura rispettivamente sull’età, sull’anzianità di servizio, sull’esperienza. Non sono tollerati scavalchi. E’ richiesta la massima puntualità negli orari e negli impegni verso terzi. Durante l’orario di lavoro non è consentito l’uso del telefonino o altri oggetti non inerenti con il compito. La correttezza è legata strettamente alla lealtà e all’onestà. Il furto è un atto che mette in dubbio la fiducia reciproca e perciò punito con l’allontanamento. Pazienza: moderare gli atteggiamenti spregiudicati e risolvere qualsiasi problema con il dialogo. Se non basta rivolgersi all’educatore o al coordinatore. Partecipare ai compiti con entusiasmo, interesse e collaborazione con gli altri colleghi. L’educazione è indispensabile: buongiorno, buonasera, per favore, grazie, scusa, non sono parole inutili. E’ vietato il consumo o l’introduzione di bevande alcoliche a Museis, tantomeno droghe di qualsiasi tipo; fumare negli edifici, negli automezzi e in qualsiasi luogo dove può essere di disturbo agli altri o costituire, anche lontanamente, pericolo di incendio o per la sicurezza.